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venerdì 29 gennaio 2021
PRIMA AL CINEMA E POI IN LIBRERIA? O VICEVERSA?
giovedì 28 gennaio 2021
AMAZZONIA
Non ho faticato a infilarmi nei panni di Alex, il giovane protagonista di questo romanzo. La sua quieta esistenza nella tranquillità della provincia californiana viene stravolta dalla malattia della madre. È così che il viaggio entra a far parte della sua vita. A New York per raggiungere nonna Kate si trova subito a dover fare i conti con la giungla metropolitana e con le bestie che la popolano. Quasi un presagio di quanto lo attende solo pochi giorni più tardi, quando l’eccentrica nonna si fa accompagnare dal nipote in quella che é la giungla per antonomasia: l’Amazzonia. Altre bestie li attendono al varco, creature spietate velate da un alone di leggenda. Ancora più spietato l’uomo, che sfrutta quei territori fino al midollo e non si fa scrupoli di passare sopra tutto e tutti. A farne le spese le tribù che da sempre vivono in perfetta simbiosi con la natura nell’isolamento garantito fino ai giorni nostri dalla fitta vegetazione. In questo romanzo gli ingredienti che fanno di un viaggio un’avventura ci sono tutti, ma ce ne sono altri che di questa avventura fanno un romanzo appassionante. Magia e mistero si intrecciano alle vicende di uomini avidi e malvagi che si troveranno a fare i conti con la determinazione di Alex e della sua nuova amica Nadia, ragazzina di tredici anni cresciuta in Brasile che parla la lingua degli indios ed è capace di comunicare con gli animali. Sopravvivere alla giungla sarà la più semplice tra le prove che dovranno affrontare.
L’incipit.
“All’alba Alexander Cold fu svegliato di soprassalto da un incubo. Aveva sognato un enorme uccello nero che si schiantava contro la finestra con un fragore di vetri infranti, penetrava in casa e si portava via la mamma. Immobile osservava il gigantesco avvoltoio ghermire la madre per i vestiti con i suoi artigli gialli, volare dalla finestra rotta e perdersi in un cielo carico di densi nuvoloni. Il rumore del vento che sferzava gli alberi, la pioggia sul tetto, lampi e tuoni gli tolsero definitivamente il sonno. Accese la luce con la sensazione di trovarsi su una barca alla deriva e si avvinghiò alla sagoma del cagnone che gli dormiva di fianco. Sapeva che a pochi isolati da casa sua l’Oceano Pacifico mugghiava, infrangendo le sue onde furiose contro la scogliera. Rimase ad ascoltare la tempesta e a pensare all’uccello nero e alla mamma, in attesa che si placassero i rulli di tamburo che sentiva nel petto. Era ancora impigliato nelle immagini di quel brutto sogno”.
La città delle bestie
Isabel Allende
Feltrinelli
sabato 16 gennaio 2021
L'ATLANTE DELL'INSOLITO
mercoledì 30 dicembre 2020
Attenzione! Truffa online!
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Questa cosa mi era già stata segnalata tempo fa ed era stata presentata denuncia online alla Polizia Postale. A quanto pare - come tutte le truffe online - la cosa è difficile da debellare. A chi mi segue sui Social o anche a chi magari ha messo solo qualche like a ciò che pubblico, può capitare - una volta che il Grande Fratello ha registrato i nostri gusti e preferenze - di ricevere una mail spam che offre la possibilità di scaricare il mio libro in eBook o in PDF... che però in digitale non esiste in quanto pubblicato unicamente in edizione cartacea. Non cascateci, è una truffa. L'offerta in apparenza è irresistibile: viene chiesto di pagare una cifra irrisoria con la promessa di poter scaricare oltre al mio libro tanti altri. Se mettete i dati della vs carta di credito se vi va bene vi trovate abbonati a qualche sito di porno in live streaming, se vi va male ci sarà qualcuno che farà shopping online e poi il conto lo manda a voi. Quindi occhi aperti e antenne dritte e se non l'avete ancora fatto Dove il Mondo Finisce in carta e inchiostro potete acquistarlo in libreria o direttamente dal sito del mio editore Alpine Studio.
venerdì 11 dicembre 2020
Caro Babbo Natale, pensavo una cosa...
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Caro Babbo Natale, pensavo una cosa... su Facebook, tra contatti virtuali e persone che conosco per davvero ho quasi un migliaio di amicizie: se la metà di questi – ma anche solo un terzo - per Natale acquistasse il mio libro non sarebbe una cosa fantastica? Potrebbe esserlo per tanti motivi, e per spiegartelo faccio mie le parole di Michele Marziani, un bravo scrittore che mi fregio di conoscere (lo trovate citato tra quanti ringrazio in fondo al mio libro: se tutt'oggi persisto nello scrivere buona parte della responsabilità è sua). Nell'ultima newsletter inviata ai suoi lettori descrive molto bene le difficoltà vissute da tanti autori in questi mesi: “...niente possibilità di presentare i libri in giro, fondamentale per chi pubblica con piccoli editori e quindi non svetta nelle pile di volumi vicini alla cassa e nei suoi lavori non si inciampa per sbaglio (…). Gli editori – e ovviamente non solo loro – guardano al futuro con una certa apprensione. Gli autori, soprattutto i piccoli, i non troppo famosi, sono l’ultimo anello di un percorso in difficoltà.”
Di norma non ci si pensa, ma acquistare un libro significa molto più che comprare un po' di buon tempo da passare con noi stessi, che di per se comunque non è poca cosa. Marziani scrive ancora: “... se acquistate un libro permetterete all’editore di stamparne altri, al libraio di venderli, agli editor, ai magazzinieri e agli illustratori di copertine di arrivare a fine mese (…). In più a voi resta il libro, la storia, il motivo per cui tutto questo accade.”. Le motivazioni di Marziani sono decisamente più nobili e concrete delle mie (lui da qualche anno si dedica esclusivamente alla scrittura e campa di ciò che scrive), la sua newsletter è molto bella e la potete leggere cliccando QUI, ma per farla breve, sarebbe davvero fantastico se anche solo un quarto di questi miei amici-follower decidesse di regalare o di regalarsi il mio libro. Dopo essermi trovato a ragionare col mio editore su come gestire i resi fatti dei librai nell'immediato post lockdown lo mettereste nella condizione di dover addirittura prendere in considerazione di procedere a una ristampa e questo per me, visti tempi, sarebbe davvero una gran regalo di Natale.
Caro Babbo Natale, i vari DPCM quest'anno complicheranno non poco il tuo lavoro di consegne, mi permetto quindi di suggerirti due valide alternative: la prima è quella di acquistare il mio libro direttamente dal sito del mio editore, per ogni volume acquistato nel periodo natalizio un goloso omaggio, una tavoletta di cioccolata ICAM. Altra opzione: almeno sotto le feste non oberare di lavoro le note piattaforme di acquisti online che si sono già arricchite fin troppo negli ultimi tempi. Aiuta invece le piccole librerie indipendenti che hanno dato vita a LIBRI DA ASPORTO, una bellissima realtà per acquistare online i libri direttamente dalla libreria che più ti piace.
p.s.: compralo subito! compralo oggi! Con le tempistiche del servizio postale a farlo tra qualche giorno non faresti in tempo a metterlo sotto l'albero per la vigilia.
martedì 8 dicembre 2020
Pallottole e caffè
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Quarant'anni fa oggi sparavano a John Lennon. Ad ucciderlo fu un suo fan. Io il fan più aggressivo incontrato fino ad oggi fu un tale, anche gentile, che volle a tutti i costi pagarmi un caffè. Ero in viaggio in autostrada, mi fermai in Autogrill e quel tale mi riconobbe un anno dopo aver assistito a una mia presentazione. Mi fece i complimenti di rito e mi confessò che quella volta non trovò il coraggio di avvicinarmi e poi si pentì di non avermi fatto firmare il libro. Io il caffè l'avevo appena preso, provai a declinare ma non volle sentire ragioni. Un'insistenza fuori luogo la sua, alla fine accettai quel caffè ma la cosa un po' mi innervosì, sarà stata la troppa caffeina.
| Strawberry Fields - John Lennon Memorial Central Park - NYC (Agosto 2016) |
J.D. Salinger diceva che i libri che gli piacevano di più erano quelli che ogni tanto lo facevano un po' ridere, ma quelli che lo lasciavano proprio senza fiato erano quelli che una volta finito di leggerli avresti voluto che l'autore fosse un tuo amico, per poterlo chiamare al telefono ogni volta che ti girava (predicava bene ma razzolava male: dopo l'enorme successo de Il Giovane Holden per tenersi alla larga dai suoi fan si trasferì in una casetta sperduta nei boschi del New Hampshire, e guai ad avvicinalo).
A me invece stupisce sempre quando uno sconosciuto dopo avermi letto si prende la briga di venire a cercarmi (online) per dirmi bravo, a volte addirittura dirmi grazie.
giovedì 26 novembre 2020
Carburante per l'anima.
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C'è stato un periodo in cui avevo la fissa di fare una foto ogni volta che mi fermavo a far benzina...
"Poche cose sanno farmi rendere conto di essere in viaggio con la stessa efficacia un rifornimento di carburante. Ogni pieno è un passo in avanti, scandito da un'inflessione dialettale immediatamente percepibile. Vespa + bagagli = forestiero, e ogni pieno una chiacchierata. Un rubizzo bergamasco che sa essere tanto rude quanto incomprensibile, un veronese che pare non essersi ancora deciso se essere già veneto o ancora lombardo e poi un veneto, tanto veneto che oltre alla benzina mi fa anche un pieno di bestemmie, tanto naturali e spontanee che non darebbero noia nemmeno a un sacerdote. In Trentino una tipa tanto entusiasta da darmi l'idea che quel giorno avesse aperto solo perché sarei passato io. Sono ancora in patria ma già mi sento chiedere qualcosa tipo:"wohin gehört es zum fespa?" da un addetto che forse si sente italiano per sbaglio. Sconfinando la percezione dei dialetti si perde ma, paese che vai procedure di rifornimento che trovi! "Lui fais-je le plein ?" o qualcosa di simile, sempre ammesso di riuscire a trovare un distributore in Francia, nascosto nel parcheggio di qualche centro commerciale. In altre terre è facile inventarmi un "benzina, gracias!" certo tanto di essere compreso quanto di non riuscire ad andarmene prima che l'addetto alla pompa abbia finito di togliersi ogni curiosità su chi sono, da dove vengo e dove sto andando (riguardo il discorso "anch'io avevo una Vespa..." non sto neanche a dirlo: mi è capitato da Sterzing a Capo Passero, dagli Appennini alle Ande). Le Ande! ricordi di esotici rifornimenti dove il benzinaio una volta è un'arzillo omino barbuto dall'età indefinibile e un'altra una bimba che ancora non ha finito le elementari (sempre ammesso che vada a scuola, perché dove abita lei non c'è null'altro oltre alla gasolinera). Infinite pagine sfogliate come litri e litri di idrocarburi sversati nel serbatoio dei ricordi.
#DoveilMondoFinisce








