KABUKI
venerdì 19 giugno 2026
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lunedì 18 maggio 2026
Alberi
Una mia fissa* di lettore e amante dei libri di carta nonché appassionato di cinema è la voyeuristica curiosità che mi porta ad aguzzare la vista per cercare di carpire il titolo dei libri che registi e sceneggiatori mettono tra le mani degli attori.
Libri che spesso compaiono per pochi istanti e non sempre è facile capire di che romanzo si tratti. Altre volte invece titolo e autore sono in bella evidenza.
Oppure, come in un recente film di grande successo che ha fatto molto parlare di sé, la copertina è in bella mostra ma è complicato capire di che libro si tratti…
Il film in questione è PERFECT DAYS di Wim Wenders, dove il regista e sceneggiatore tedesco racconta a suo modo a noi spettatori occidentali la filosofia di vita giapponese forse meglio di quanto un cineasta giapponese avrebbe saputo fare.
Il libro invece è uno dei tascabili che Hirayama, il protagonista, porta sempre con sé per leggere qualche pagina nei momenti di pausa dal lavoro. Uno di questi compare più spesso tra le sue mani ed è ben visibile ma, ahimè, comprensibile giusto da chi ha dimestichezza con gli ideogrammi nipponici.
La fissa libri/cinema non è cosa solo mia, tanto è vero che visto il grande interesse suscitato dal librino di Hirayama a pochi giorni dall'uscita della pubblicazione in inglese per i tipi di Penguin Book è da oggi in libreria anche l'edizione italiana di ALBERI, di Koda Aya, per la collana Oscar Cult di Mondadori.
Gli alberi del Giappone non sono solo emblemi di bellezza e incantevoli elementi del paesaggio: sono esseri senzienti, specchi dell’esistenza umana, compagni di vita con cui bisogna trascorrere tutte e quattro le stagioni per poter dire di conoscerli.
In questi quindici saggi (...) l’autrice osserva foglie, radici e cortecce con la devozione del pellegrino, con un’attenzione quasi ossessiva per il dettaglio, come la luce che filtra tra i rami.
(...) ALBERI è un affascinante e raffinatissimo viaggio alla scoperta degli alberi più straordinari del Giappone (…) un’opera inaspettata e preziosa sulla pazienza, sulla cura e su quei minuscoli particolari che rendono ogni giorno perfetto.
* quanti di voi come me?
venerdì 25 aprile 2025
La ferocia dei vinti
LA FEROCIA DEI VINTI, pagine davvero godibili frutto della penna di Antonio Morrone, raccontano le vicende di un'indagine giornalistica che ha per protagonista Ettore Santi, cronista di nera ma soprattutto fiero proprietario di Bianca, una #Vespa PX 200 modello Arcobaleno del 1984.
Morrone, al suo debutto nel panorama del genere noir-vespistico nostrano, mi consente di andare a conficcare un altro spillo segnaposto nella mappa delle Regioni in cui sono ambientate pagine di narrativa giallo-vespistica: la #Puglia e la zona salentina.
La narrazione si alterna su due piani temporali che viaggiano in parallelo a distanza di trent'anni, l'estate del '93 quando si consumò il delitto che diventa il “cold case” su cui poi, nella torrida estate del 2023 si troverà a indagare Ettore Santi.
In questo #romanzo la #Vespa è a tutti gli effetti un personaggio con un suo ruolo ben delineato, piccolo ma non per questo marginale. L'attaccamento del protagonista alla sua Vespa si fa metafora dell'attaccamento alle cose che contano, alla sua terra, ai suoi affetti.
Nel romanzo c'è poi un'altra efficace chiave metaforica, la corsa. Ettore Santi è uno sportivo, corre. Si allena per partecipare a una maratona, una corsa dove tenacia e determinazione contano più della forza. Qualità indispensabili anche per risolvere un caso dimenticato seguendo un percorso non privo di ostacoli che ha un unico obbiettivo: tagliare il traguardo e dare finalmente un nome al colpevole.
Se, come usa dirsi, il buongiorno si vede dal mattino, be', sono convinto che questa avvincente indagine di Ettore Santi, con i suoi vagabondaggi in sella a Bianca attraverso l'aspra bellezza della Grecia salentina, sarà solo il primo episodio di una serie di romanzi che gli auguro lunga e mi auguro altrettanto appassionanti.
LA FEROCIA DEI VINTI
Andrea Morrone
sabato 16 novembre 2024
La Vespa rossa del cugino Luciano
sabato 9 novembre 2024
Qualcuno ha perso un incipit per strada?
martedì 1 ottobre 2024
La casa dell'uva fragola
sabato 10 febbraio 2024
Il ragazzo e il professore (sogna ragazzo, sogna).
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Un uomo di ottant'anni e un ragazzo di poco più di venti, uno accanto all'altro sullo stesso palco.
Da una parte un maturo professore che però è anche un grande artista, musicista e poeta capace di fondere tra loro tutte queste cose interpretando come meglio non si potrebbe quello che dovrebbe essere il ruolo di un insegnante: insegnare la vita.
Dall'altra un giovane artista molto meno superficiale di quanto potrebbero far pensare le sue braccia tatuate con una fantasia di disegnini da carta regalo. La maggior parte dei suoi colleghi su quel palco fanno da attaccapanni per gli stilisti più improbabili (e infatti poi ci sono più commenti ai vestiti che alle canzoni).
Il ragazzo si chiama Andrea De Filippi, in arte Alfa, e il suo outfit invece è davvero minimal, pantaloni e tshirt nera, così che ciò che arrivi al pubblico siano le sue parole e la sua musica e non il suo vestito, è questo che gli sta a cuore, un cuore giallo.
Il prof. di cognome fa Vecchioni e il testo della sua canzone è una vera e propria lezione in crescendo su cosa sia la vita vista dalla parte di chi un bel po' di vita l'ha vissuta. La troverai tua strada ragazzo, la troverai nonostante le sconfitte, nelle piccole cose, quando magari non ci credi più, e nell'ultima strofa c'è il compito che il prof. da al suo giovane allievo:
“... ti ho lasciato un foglio sulla scrivania, manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu...”.
Ma la lezione del prof. Vecchioni non è ancora terminata e l'insegnamento finale non è più fatto di parole ma di gesti, tanto semplici quanto carichi di significato, il suo dito vibra come a dire “tocca a te ragazzo mio” e con l'altra mano va a cercare la sua spalla e gliela stringe convinto, “io credo in te! credi in te stesso! ce la farai!”, e poi fa quei due passi indietro che sono una lezione importante non solo per quel ragazzo ma per tutti quanti.
“Lo voglio scrivere, cancellare e riscrivere, strappare delle pagine e usare inchiostro invisibile, per poterlo nascondere e non lasciarne traccia, non so se sarà poesia o solo carta straccia, quando c'ho solo vent'anni e sai che cosa sento? Ho tutta la vita davanti eppure sto perdendo tempo, c'è chi corre perché scappa, c'è chi corre perché insegue, io corro perché solo quello mi fare stare bene, e sono su questo palco per giocare con la vita e se mi si spezza il fiato, se poi spezzo la matita, più basso è il punto di partenza più alta è la salita, ma spero che il panorama valga tutta 'sta fatica, non so cos'è l'amore ma a volte lo percepisco in un tramonto, uno sguardo, in un disco, se mi guardo intorno penso che son fortunato, non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato”.
Eccoli qua il ragazzo che sogna e il professore, regalatevi questi 4 minuti di magia.












