.
QUALCUNO HA PERSO UN INCIPIT PER STRADA?
Si dice che un bravo scrittore le storie non deve andarle a cercare perché sono le storie a farsi trovare da lui. Anch'io scrivo, e con impegno, ma per quanto smisurato può essere il mio ego temo non ci siano i presupposti, diciamo che sono un autore che se la cava.
Ciò non ha impedito che una storia - anzi, l'incipit di una storia - abbia scelto di farsi trovare proprio da me, nella forma di poche righe scritte in corsivo con calligrafia minuta e in apparenza infantile su un foglio strappato da un quaderno a quadretti.
“Fu una mancanza d'aria improvvisa a farmi imboccare il cancello da cui ero appena entrata, approfittando della distrazione di Davide.
Nessuno si era accorto di me che stavo uscendo, nessuno mi fermò quando, appena girato l'angolo della villetta, mi misi a correre a perdifiato solo per sfilarmi gli scomodi sandali dorati con il tacco, per abbandonarli e dimenticarli in un cestino dei rifiuti, insieme al braccialetto con il lucchetto. E con i piedi nudi sull'asfalto tiepido di quella sera di fine giugno ritrovai il gusto pieno della mia felicità, l'intonazione della mia voce che aveva voglia di cantare, e la sensazione di essermi liberata da una catena invisibile che mi stava strozzando facendomi male.
Sul treno che mi riportava a casa promisi a me stessa che non sarei stata più la marionetta di nessuno.
Quando presi il treno che mi riportava a casa l'emozione di sentirmi libera prese il sopravvento e questo mi riempì il cuore di gioia e ”.
Un incipit trovato per strada è una circostanza troppo singolare per non prendere in considerazione l'idea di provare a scrivere il resto della storia e scoprire come va a finire, e non è detto che prima o poi ci provi davvero.
Prima però ritengo doveroso non lasciare nulla di intentato per cercare l'autrice (o l'autore) e restituire al legittimo proprietario questo embrione narrativo, sarebbe bello se qualcuno si facesse vivo e (grazie alla calligrafia) dimostrasse di esserne l'autore.
Massima riservatezza.