mercoledì 10 febbraio 2010
"Hasta la Fin del Mundo... in Vespa!" a SKY TG24
il 10 gennaio sono stato ospite del telegiornale di SKY TG24 per presentare il mio libro.
martedì 29 dicembre 2009
dall'Argentina il commento di un lettore
(una mail dall'Argentina particolarmente sentita e decisamente gradita)
Commenti di lettore.
Oggi finito. Dal 6 al 26 dicembre. Mi scusso per il mio Italiano scritto. È molto primitivo. Ancora avendo studiato nel coleggio ed anche col´insegnante è molto primitivo.
Sarebbe giusto che sia posibbile di leggere in spagnuolo questo bel racconto.
Un salutone Hector
Commenti di lettore.
Oggi finito. Dal 6 al 26 dicembre. Mi scusso per il mio Italiano scritto. È molto primitivo. Ancora avendo studiato nel coleggio ed anche col´insegnante è molto primitivo.
HFMV è un racconto di una vera prodezza. Una sfida vinta. Una meta oltre che Ushuaia era cavalcare la 40. Comunque qui mi viene in testa mettere un bilancio fra la voglia di andare in sella versus il sacrificio di farlo. Questa é troppo diversa fra di noi. Nel caso di VOL questa é molto alta. Nel mio caso, ancora abitando qui, non riuscirei a farlo in machina e nemeno dormendo in baracca. Voi siete propio eroi.
Patagonia. Quei assetati di avventura la sognano, quei che lavorano la soffreno, per noi soltanto sta li. Lo scenario perfettamente raccontato da Lorenzo ci mostra un deserto fra Neuquén e Piedra del Aguila, fino a Esquel montagna e laghi. Oltre Esquel e fino Rio Gallegos e Patagonia pura. Lorenzo ha presso con tutti i dettagli; costumi, cultura e siti tutto compresso. Ce molta giustizia ne suoi concetti.
Pericolo e risco. Per chi riesce a girare, la Patagonia no e pericolosa nel senso di attachi terrorista come sarebbe Uzbequistan, Afganistán ed altri paese di questo tipo. Ci sono i ladri ma non attacano. Il vero pericolo e la solitudine. Una caduta un guasto un incidente. Sei finito. Tutto e lontano senza abitanti. La vostra curata attrezzatura e stata molto occorrente e demotrata per i sucessi accaduti.
Vento: Particularmente spiacente. È sempre o quasi, presente. Dopo lavorare in Santa Cruz a Rio Coyle 5 mesi. Ed a Esquel 6 mesi. Gli conozco. Soltanto in marzo e aprile si trovano giorni in cui ti poi chiedere a te stezzo ...qui acade il vento ¿? Mi riccordo Sierra Grande, dove abbitiamo in famiglia che in un giorno in giugno del 74 il vento e arrivato a 175 chilometri all´ora. No si potevano aprire le porte e le lamiere dei tetti volavano come si foseno foglio di carte ¡!
Il vento Pampero, nasce in Cordillera del Viento nord di Neuquén quotta 2500MSLM. Sucede che l´effeto dei venti arrivate del Pacifico W, SW trovano da Neuquén in giu una finestra di altezza menore che in Mendoza a 4500MSLM dove gli offre un muro. Questi venti cosí scorreno trasversale su un corridoio di 1700 Km che finiste in Corrientes provincia al nordest con forze iníziale di a 300 allóra sopra le montagne e diminuindo sopra deserto e Pampa. Per questa ragione le vegetazione di Patagonia e di bassa altezza.
Per tutto questo voglio concludere che voi siete state eroi quando avete cavalcato la 40 in sella Vespa.....a dirittura Argentina vi ha benvenuto perche ha raccoltato oltre 3 millioni d´emmigranti ´Italiani compresso le mie nonni e bisnonni..
Sarebbe giusto che sia posibbile di leggere in spagnuolo questo bel racconto.
Un salutone Hector
sabato 12 dicembre 2009
SIAMO IN ONDA!
Una nuova esperienza, una nuova tappa di questo viaggio che mi pare ben lungi da potersi considerare concluso. Sabato 5 dicembre sono stato ospite dell'emittente radiofonica PuntoRadio a presentare il mio libro nel corso del loro talk show del sabato sera "Siamo in onda". Ho condensato i miei interventi in queste 4 clip di circa 5 minuti ciascuna.
1a parte
2a parte
3a parte
4a parte
1a parte
2a parte
3a parte
4a parte
mercoledì 25 novembre 2009
Tutti i sogni sono possibili!
"Con la Vespa dei miei 18 anni TUTTI I SOGNI SONO POSSIBILI" è il titolo dell'articolo in cui, nonostante sia vivo e vegeto ed eterosessuale, :-) mi trovo protagonista (con piacere ed orgoglio) insieme al mio libro a pag 28 e 29 del n. 1943 in edicola in questi giorni (...quello con la povera Brenda in copertina).
Dall'articolo: "Un viaggio di 4600 km... tra paesaggi incredibili e popolazioni generose. Di quel viaggio ora è possibile leggere il diario, tappa per tappa, perchè Lorenzo ha raccolto l'esperienza vissuta in un libro. Pagine toccanti, in cui si mescolano lo stupore per l'incredibile paesaggio e la volontà di andare avanti, a tutti i costi".
mercoledì 28 ottobre 2009
La leggenda dei monti naviganti
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Mi sono deciso a leggerlo solo dopo parecchi mesi dall'acquisto. Certi libri per me sono un po' come bottiglie di buon vino d'annata: si gustano meglio quando c'è la giusta occasione, che per me è stata l'uscita del mio libro.
Mi serviva leggere qualcosa che mi allontanasse per un po' dalla Patagonia, di cui negli ultimi mesi avevo fatto indigestione. Sapevo che il libro di Rumiz era un pezzo pregiato in quanto avevo seguito i suoi reportage, giorno per giorno, pubblicati da Repubblica durante due viaggi compiuti dall'autore. Uno attraverso le Alpi, dalla Slovenia alla costa ligure. L'altro, quello di cui narra in questo libro, compiuto a bordo di una Fiat Topolino (in pratica una Vespa, ma con 4 ruote!) lungo tutta la dorsale appenninica, da nord fino al nostro "capo sud", in Calabria. Migliaia di chilometri su strade secondarie, passando da luoghi magici e incontrando personaggi noti (Rigoni Stern, Mauro Corona, Vinicio Capossela, Giuseppe Cederna) e tanti altri invece anonimi e sconosciuti che disegnano però un'Italia ben diversa da quella a cui siamo abituati a pensare. Un libro che è una miniera di spunti per chi ha in mente di girare l'Italia. Un romanzo che acquisterà valore con il passare degli anni. Una testimonianza che qualcuno doveva scrivere. Credo che "La leggenda dei monti naviganti" possa essere considerato lo "Strade Blu" d'Italia.
giovedì 22 ottobre 2009
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